PARROCCHIA SS. ANNUNZIATA - VIA PO, 45 - 10124 TORINO - TEL. 011 817 14 23

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La Confraternita della SS. Annunziata


Breve storia della Confraternita della Santissima Annunziata

Stemma della Confraternita SS. Annunziata

Sino alla metà del XVII secolo Torino terminava, dal lato di levante con l'antica Porta Decumana, accanto alla quale, nel Medio Evo, era stata costruita una seconda porta collegata alla prima, dando origine al "Castello di Porta Fibellona". Esso in seguito a ripetute modifiche e abbellimenti divenne l'attuale Palazzo Madama. Al di fuori della Porta Fibellona si stendeva l'antico Borgo di Po, popolato da pescatori, lavandaie, agricoltori e commercianti, esso ora pure percorso dai viaggiatori che giungevano a Torino da varie strade, attraversando il fatiscente ponte sul fiume Po e percorrendo poi la via della calce (grosso modo l'attuale via Po).

Quei vecchi torinesi (ma per fortuna anche i moderni) possedevano da sempre un'innata generosità che, unita ad un concreto spirito d'iniziativa li spingeva a realizzare opere meritorie e durature. Tali disposizioni d'animo si concretizzavano spesso con l'appartenenza a Compagnie o Confraternite, istituzioni profondamente religiose e, nel contempo eminentemente laiche, secondo i loro statuti.
Delle molte Compagnie, esistenti a Torino, l'unica sopravvissuta alle dolorose vicende della città era la Confraternita di Santa Croce del Confalone eretta nel 1346 e avente sede in S. Paolo, cioè l'attuale Basilica di via Milano. Tanto alto era diventato il numero dei Confratelli che fu concordemente deciso di derivare da essa una nuova Confraternita che prese il titolo del SS. Nome di Gesù. Nacque nel 1545 e si sistemò nella chiesa dei Santi Processo e Martiniano (più o meno all'angolo fra le odierne via S. Francesco d'Assisi e Santa Teresa).
In breve tempo anche questa sede si rivelò insufficiente a contenere i molti iscritti. In particolare disagio si trovavano quelli del Borgo di Po che, abitando lontano e fuori porta, dopo aver percorso vie malsicure, specie di notte e d'inverno, spesso trovavano chiusa per le cause più disparate la porta della città.
I buoni borghigiani decisero allora di fondare in loco una nuova Confraternita. Chiesero e ottennero dal Parroco della chiesa dei Santi Marco e Leonardo nei pressi dei ponte in legno sul Po (tra le attuali via della Rocca e via Bonafous) il permesso di riunirsi in quel luogo e, l'8 settembre 1580 partirono in solenne processione da S. Martiniano per prendere possesso della nuova sede.
Nacque così la "Molto veneranda" Confraternita della Santissima Annunziata (Compagnia di disciplinanti).
Un'antica Guida di Torino, del 1753, informa che gli uomini vestivano un camice di lino bianco con cordone blu; le donne un camice di "tela cruda, o sia rarola, con pazienza, e cordone bleu".
L'istituzione si accrebbe rapidamente per numero di iscritti e ben presto la sede divenne insufficiente; i confratelli decisero quindi di costruire una propria chiesa. Il progetto fu affidato a Carlo Morello, architetto civile e militare; il 19 luglio 1648 la duchessa Madama Cristina posò la prima pietra e l'opera fu ultimata nel 1657, con la benedizione dell'arcivescovo Giulio Cesare Bergera. Semplice e maestosa la chiesa, con lo Stesso titolo della SS. Annunziata, fu via via arricchita di opere d'arte e completata con la facciata nel 1776.
Quando, Sotto la dominazione napoleonica, nel 1810, venne abbattuta la chiesa di S. Marco insieme con tutto il vecchio Borgo di Po l'Arcivescovo invitò la Confraternita ad ospitare la parrocchia, che prese il titolo della SS. Annunziata e dei Santi Marco e Leonardo (fino al 1834, quando costruita la Gran Madre di Dio, il titolo di S. Marco e Leonardo fu aggiunto a quest'ultima).
La Confraternita mantenne però la proprietà della chiesa fino al 1904, quando donò alla Diocesi l'edificio, riservandosi la proprietà di alcuni arredi e il diritto di avere in essa la propria sede e di potervi celebrare le proprie funzioni religiose. Tale diritto permane nell'attuale chiesa, sita in via Po 45, che, su disegno degli architetti Bartolomeo e Giuseppe Gallo, venne aperta al culto nel 1928 dopo la demolizione dell'edificio del Morello, avvenuta anche in attuazione del Piano Regolatore che prevedeva lo sbocco di via S. Ottavio in via Po (la vecchia chiesa, infatti, ostruiva completamente la via).


Confratelli e Confraternita

Il numero degli iscritti fu sempre elevato; nella prima metà del '700, quando Torino aveva 70.000 abitanti, i confratelli erano oltre 1500; nella chiesa Si celebravano giornalmente decine di Messe e vi erano a disposizione 10 confessori.
La Confraternita aveva i suoi Statuti ed era guidata da numerosi "Uffiziali": il Priore, i Sindaci, i Consiglieri, i Prefetti di sacrestia, il Tesoriere; vi erano inoltre gli Istruttori dei novizi, gli Intendenti delle fabbriche, i Visitatori degli infermi, i Misericordiosi, gli Ebdomadari, i Cantori, i Massari, i Sacristi ed altri.
I Confratelli appartenevano, e appartengono tuttora, ai più diversi ceti sociali: accanto a membri di famiglie nobili (Savoia, Thaon di Revel, Bosco di Ruffino, Falletti di Barolo, Buglioni di Monale e altri) e a vescovi (Rovero di Pralormo, Costa di Arignano, Lucerna Rorengo di Rorà, Bottino), convivevano i piccapietre; accanto a scienziati ed artisti, (Beaumont, Ladatte, i fratelli Martinez), convivevano minusieri e marmorari: un insieme sociale assai variegato, insomma, che poteva coesistere soltanto attraverso una comunanza di fede e di intenti in epoche in cui le differenze di ceto contavano più di oggi.


Preghiera ed opere

La preghiera ed il culto, ma anche le opere assistenziali furono sempre perseguite dalla Confraternita con impegno, come si ricava dai suoi archivi in cui sono documentati tra l'altro:
* il generoso contributo dato per la costruzione del palazzo dell'Università;
* la costituzione, nel 1637, d'una sezione di Infermieri per dare assistenza morale e materiale ai malati e ai poveri;
* le somme distribuite per soccorrere i danneggiati durante l'assedio dei 1706;
* sempre nel 1706, la chiesa fu trasformata in infermeria per malati e feriti, assistiti dai Confratelli;
* l'istituzione, nel 1720, di una Fondazione che prese il nome e i mezzi dal Priore don Pietro Durando per l'assegnazione annuale di una dote "ad una giovane torinese povera ed onesta, da estrarsi a sorte";
* il "caritatevole sovvenimento ai poveri operai de' fiIatoi" disoccupati, nel 1787;
* la gestione provvisoria, dal 1866 per oltre due anni, su incarico del Comune di Torino, dell'appena istituito Sifilocomio maschile di S. Lazzaro, con risultati assai positivi e meritevoli di pubblico encomio;
* nel 1864 la fondazione dell'Asilo d'infanzia, che continua ancor oggi felicemente la sua attività.
E' mutata, secondo le leggi, la denominazione in Scuola Materna ma è rimasto invariato il titolo "della Confraternita della SS. Annunziata"; la sede è in via Gaudenzio Ferrari 16.


Il patrimonio artistico

La maggior parte delle opere e degli arredi che arricchivano l'antica chiesa fu trasferita nel nuovo tempio, dove cono visibili:
* il coro (1708) degli artisti Cassetta, Ugliengo, Enon;
* il pulpito in legno (1726) di Michele Antonio Bollea, detto La Volée;
* l'altar maggiore (1745) di Bernardo Vittone, tutto di marmi pregiati;
* l'altare della Cappella deII'Addolorata (1774) di Francesco Martinez,
* l'altare della cappella sotterranea, della metà del 1700;
* il gruppo di sculture in legno dedicato all'Addolorata (1750), di Giuseppe e Stefano Maria Clemente su disegno del Beaumont; gruppo che veniva portato solennemente in processione al Giovedì Santo;
* le statue degli Evangelisti (1750), posti sull'altar maggiore, di Stefano Maria Clemente;
* i medaglioni in marmo (1764) di Simone Martinez, posti nel retro dell'altar maggiore, rappresentanti la Sacra famiglia e l'Annunciazione; altri due bei medaglioni, di Ceccardo Valli, rappresentanti la nascita della Madonna e la fuga in Egitto, sono posti nella cappella sotterranea;
* in questa cappella vi sono pure due porte in legno intagliate, su disegno di Bernardo Vittone.

Una pagina di storia sempre attuale La Confraternita ha dunque avuto un posto di rilievo nella vita cittadina ed è tuttora attiva, con l'intento di operare ad onore di Dio e della SS. Annunziata, rimanendo ben inserita nella vita del nostro tempo, aperta a tutte le sollecitazioni e provocazioni in campo sociale ed ecclesiale.
Il principale impegno consiste nell'amministrazione e nella gestione della Scuola Materna, senza trascurare la preghiera e la formazione spirituale.
Dallo Statuto riportiamo gli scopi della Confraternita:
* Promuovere, approfondire, diffondere, secondo gli insegnamenti del Magistero della Chiesa, la devozione alla SS. Annunziata, avendo particolare riguardo all'opera dello Spirito Santo, luce vivificatrice della Chiesa.
* Aiutare la formazione spirituale dei Confratelli per una vita cristiana fondata sull'ascolto della Parola ai Dio, nella professione coerente e costante della fede cattolica, in comunione col Papa e coi Vescovi, valorizzando la partecipazione consapevole e attiva all'Eucaristia.
* Promuovere e sostenere, nello spirito delle sue tradizioni, iniziative di culto ed attività od opere di carattere sociale e culturale.
In pratica le principali attività attuali consistono nell'amministrazione e gestione della Scuola Materna. Non è però trascurata la preghiera e, la formazione spirituale di Confratelli e Consorelle. Attualmente ci si trova circa ogni 15 giorni per pregare, riflettere sulla Parola di Dio, e per organizzare le varie iniziative. Una volta all'anno si organizza un Ritiro spirituale.

A dimostrazione della sua vitalità vi sono numerose pubblicazioni, antiche e moderne, che parlano di lei e delle sue benemerenze.

Bibliografia : G. G. Craveri - Guida de' forestieri per la real città di Torino. Torino, 1753.
L. Cibrario - Storia di Torino. Torino, per A. Fontana, 1846.
- Notizie storiche sulla Veneranda Confraternita della 55. Annunziata Torino, Bona; 1361.
I. Ruffino - Un grave problema medico-ospedaliero in Torino nei 1865 - 66 e le origini dell'Ospedale S. Lazzaro. Atti del Il Congr. It. di Storia Ospitaliera. Torino 7-9 giugno 1961.
- La Confraternita della SS. Annunziata. Storia di una antica istituzione torinese benemerita e quasi sconosciuta. Torino, La Bottega d'Erasmo. 1964
L. Tamburini - Le Chiese di Torino dal rinascimento al barocco. Torino, Le Bouquiniste; 1968.
D. Bianco - La chiesa della SS. Annunziata di Torino e le sue vicende storiche e artistiche. Tesi di laurea in storia dell'arte moderna, Università di Torino, a.a. 1982-83.
G. Boschini, A. Quazza, M. Rapetti - L'Università dei Mastri Fabbricatori di Stoffe d'oro, d'argento e di seta in Torino nel XVIII secolo. Atti del IlI Congr. C.I.S.S.T., pag. 143. Torino, 1984.
U. Gulmini, V. Manfredi, A. Quazza - Tempi e modi di un ritrovamento. id, pag. 151.
N. U. Gulmini - Scultori e maestri del legno nel cantiere della Chiesa della SS. Annunziata in Torino: 1708-1745. Studi Piemontesi vol. XIX, 2, pag. 417; 1990.
N. U. Gulmini - scultori e maestri del legno nei cantiere della Chiesa della 55. Annunziata in Torino: 1745-1792. Studi Piemontesi vol. XXII, 1, pag.105, 1993.
P. Pissia, F. Stefanuto - I progetti e le ricostruzioni della SS. Annunziata nella via di Po: "Una conoscenza finalizzata alla conservazione". Tesi di laurea in Architettura, Università di Torino, a.a. 1993-94.